Services

STRESS – ANSIA

Stress e ansia sono strettamente collegati, tant’è che possiamo considerarli come due facce della stessa medaglia; il rapporto individuo/ambiente è soggetto a frequenti interazioni di tipo stressorio, le quali possono provocare come conseguenza l’ansia.

Gli stressors, sono elementi ambientali (intesi anche come situazioni, esperienze o persone) che producono una sollecitazione sull’organismo, subiscono sempre un’elaborazione di tipo cognitivo, dalla quale dipende in gran parte la reazione della persona.

L’ansia deriva da queste elaborazioni, per esempio nel caso in cui la persona percepisca il pericolo come reale e desideri liberarsene. Lo stress in sostanza è la prima sollecitazione che l’organismo subisce quando vi è un cambiamento nell’equilibrio tra organismo e ambiente. L’ansia è una sua possibile conseguenza.

Lo stress può essere di due tipi: eustress o distress.

 

L’eustress è quello indispensabile alla vita, che si manifesta sotto forma di stimolazioni ambientali costruttive ed interessanti. Un esempio può essere una promozione lavorativa, la quale attribuisce maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni.

Anche la nascita di un figlio o il matrimonio rientrano nella categoria dell’eustress, perchè seppur eventi positivi portano un cambiamento radicale di vita.

 

Il distress è invece quello che provoca grossi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili. Un esempio può essere un licenziamento inaspettato, oppure un intervento chirurgico.

 

ATTACCHI DI PANICO

Sono degli attacchi improvvisi, e spesso inspiegabile, caratterizzati da un numero elevato di sintomi:

      • dispnea (difficoltà di respiro, senso di affanno),
      • palpitazioni,
      • nausea,
      • dolore al petto,
      • sensazioni di soffocamento e asfissia,
      • capogiri,
      • sudorazione e tremori,
      • intensa apprensione,
      • terrore e sensazione di disastro incombente.

 

Inoltre la persona può essere assalita e sopraffatta da un senso di depersonalizzazione e di derealizzazione. La depersonalizzazione consiste nel percepirsi come distaccati da se stessi e dal proprio corpo; la derealizzazione è costituita invece da un senso di irrealtà del mondo. Altri sintomi frequenti sono la paura di perdere il controllo, di diventare pazzo o persino di morire.

Gli attacchi di panico possono verificarsi di frequente, per esempio una volta alla settimana o persino più spesso; in genere durano qualche minuto, raramente si protraggono per ore; a volte risultano associati a situazioni specifiche, per esempio guidare l’auto.

 L’agorafobia (dal greco agorà, che significa “piazza del mercato”) cioè la paura di avere un attacco di panico. Sono presenti la paura di andare per negozi a fare compere, la paura di ritrovarsi in mezzo alla folla e quella di viaggiare.

Chi soffre di agorafobia prova spesso un forte disagio nell’allontanarsi di casa, e può anche evitare completamente di farlo. In questi casi si parla di disturbo di panico con agorafobia

 

 

DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS (sindrome di guerra)

IL Disturbo post-traumatico da stress, colpisce le persone che si trovano ad affrontare eventi eccezionali, come un terremoto, una rapina uno stupro; anche i militari che si trovano al centro di sparatorie, esplosioni, cioè tutte le vittime di attentati che vedono con i propri occhi l’orrore.

I sintomi sono invalidanti: si va dall’insonnia ai flashback dell’ evento traumatico; si rivivono gli eventi come se stesse ancora accadendo, diventando ansiosi e tachicardiaci. I ricordi dell’accaduto ti entrano nella testa e molti finiscono con l’abusare di alcol e farmaci, diventano depressi, arrivando anche al suicidio e i loro matrimoni scoppiano.

Quando poi devono tornare in missione temono di non essere all’altezza, vivono con la paura di avere un attacco dì panico durante un’operazione, quindi non sono più in grado di svolgere bene il proprio lavoro.

 

ELABORAZIONE DEL LUTTO: uno spazio per soffrire.

In un mondo dove tutto corre e dev’essere veloce come un click non si ha il tempo per soffrire, per vivere il dolore per la morte di un parente, di un amico, di un fratello o ancor di più di un figlio.

(Anche per la perdita di animali domestici con i quali si istaurano rapporti simbiotici si effettuano terapie di elaborazione del lutto)

E’ un dolore talmente forte che alcune persone per evitare di star male, o per esser forti davanti agli altri, tendono a chiudere in un cassetto le emozioni più difficili e dolorose, facendo finta che ciò non sia accaduto; si rischia così di ottenere l’effetto contrario: aumenta la tensione psicologica e viene rallentato il processo di elaborazione del lutto.

Dopo una perdita possono presentarsi sintomi a livello cognitivo, emozionale, comportamentale, somatico e relazionale.

L’elaborazione del lutto è un processo fisiologico ma oggi si è più consapevoli del fatto che esprimere il dolore e la sofferenza aiutino la persona nel percorso di elaborazione; per questo motivo si sono sviluppati, nel corso degli ultimi anni, i gruppi terapeutici di elaborazione del lutto e i gruppi di auto-aiuto.

L’esito positivo di questo percorso permetterà all’individuo affranto di trovare nuove energie vitali e di poter proseguire il proprio percorso di vita, che si era dolorosamente arrestato. Si effettuano, in questi casi, anche terapie domiciliare, per poter raccontare le mancanze precisamente lì, dove ogni giorno si vive l’assenza.

 

IPNOSI CLINICA ERIKSONIANA:

L’ipnosi non altera la persona, non altera la sua esperienza di vita passata. Serve a permetterle di imparare di più su se stessa e ad esprimersi più adeguatamente.”

L’ipnosi eriksoniana è una perdita di razionalità del qui e ora, per potersi ri-affacciare all’evento, sciogliere il nodo e vivere il presente senza sensi di colpe né paure

L’ipnosi clinica eriksoniana è quindi una tecnica di rilassamento che permette, attraverso la percezione del presente, di fare un excursus nei tormenti e nelle gioie passate.

 

DISTURBI DI PERSONALITÀ

I disturbi di personalità non sono caratterizzati da specifici sintomi o sindromi, come ad esempio il disturbo ossessivo-compulsivo, la depressione o gli attacchi di panico, ma dalla presenza esasperata e rigida di alcune caratteristiche di personalità.

La personalità (o carattere) è stata definita in molti modi, ma si può dire che sia l’insieme delle caratteristiche, o tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade.

Si può anche dire che la personalità sia il modo stabile che ciascuno di noi si è costruito, con le proprie esperienze ed a partire dal proprio temperamento innato, di rapportarsi con gli altri e con il mondo.

I tratti che la compongono rappresentano le caratteristiche del proprio stile di rapporto con gli altri: così esiste per esempio il tratto della dipendenza dagli altri, o della sospettosità, o della seduzione, oppure quello dell’amor proprio.

Normalmente questi tratti devono essere abbastanza flessibili a seconda delle circostanze: così in alcuni momenti sarà utile essere più dipendenti o passivi del solito, mentre in altri sarà più funzionale essere seducenti.

I disturbi della personalità sono caratterizzati dalla rigidità e dalla presentazione inflessibile di tali tratti, anche nelle situazioni meno opportune. Ad esempio, alcune persone tendono sempre a presentarsi in modo seducente indipendentemente dalla situazione nella quale si trovano, rendendo così difficile gestire la situazione; altre persone, invece, tendono ad essere sempre talmente dipendenti dagli altri che non riescono a prendere autonomamente proprie decisioni.

Solitamente tali tratti diventano così consueti e stabili che le persone stesse non si rendono conto di mettere in atto comportamenti rigidi e inadeguati, da cui derivano le reazioni negative degli altri nei loro confronti, ma si sentono sempre le vittime della situazione e alimentano il proprio disturbo.

 

 

Borderline

Il disturbo borderline è un disturbo di personalità che viene sinteticamente descritto come patologia caratterizzata da instabilità pervasiva dell’umore, delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé, dell’identità e del comportamento, e una più generale anomalia nella percezione del senso di sé.

Come lo riconosco:

Uno dei sintomi più tipici di questo disturbo è la paura dell’abbandono. I soggetti borderline tendono a soffrire di crolli della fiducia in sé stessi e dell’umore, ed allora cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali. Si osserva talvolta in questi pazienti la tendenza all’oscillazione del giudizio tra polarità opposte, un pensiero cioè in “bianco o nero”, oppure alla “separazione” cognitiva (“sentire” o credere che una cosa o una situazione si debba classificare solo tra possibilità opposte; ad esempio la classificazione “amico” o “nemico”, “amore” o “odio”, etc.).

Il disturbo compare nell’adolescenza e concettualmente ha aspetti in comune con le comuni crisi di identità e di umore che caratterizzano il passaggio all’età adulta.

 

DEPRESSIONE

Le ricerche hanno scoperto due cause principali: il fattore biologico, per cui alcuni hanno una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia; e il fattore psicologico, per cui le nostre esperienze (particolarmente quelle infantili) possono portare ad una maggiore vulnerabilità acquisita alla malattia. La vulnerabilità biologica e quella psicologica interagiscono tra di loro e non necessariamente portano allo sviluppo del disturbo.

Il disturbo depressivo maggiore è una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva che cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale. La diagnosi si basa sulle esperienze auto-riferite dal paziente, sul comportamento riportato da parenti o amici e un esame dello stato mentale. Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni.

Essa si manifesta attraverso una vasta serie di sintomi, variabili da paziente a paziente e generalmente presenti quasi ogni giorno. Fra i principali si segnalano:

      • Umore depresso per la maggior parte del giorno, (es. tristezza, melanconia accentuate e persistenti).
      • Marcata diminuzione o perdita di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, (anedonia o apatia).
      • Agitazione o rallentamento psicomotorio.
      • Affaticabilità, perdita o mancanza di energia/slancio vitale o prostrazione fisica (astenia).
      • Disturbi d’ansia (es. attacchi di panico o preoccupazioni eccessive e persistenti).
      • Insonnia o ipersonnia.
      • Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito (iperfagia).
      • Disturbi psicosomatici (es. gastriti, mal di testa, dolori vari ecc.).
      • Diminuzione o perdita di motivazioni personali, capacità di pensare, concentrarsi, risolvere problemi, prendere iniziative, decisioni, agire (rallentamento ideativo, inerzia, svogliatezza o abulia) e pianificare il proprio futuro (sintomi cognitivi).
      • Tendenza all’isolamento, alla solitudine, alla sedentarietà, scarsa cura di sé e autoabbandono con diminuzione dei rapporti sociali e affettivi (sintomi affettivi).
      • Sentimenti di inquietudine, impotenza, rassegnazione, autosvalutazione (es. diminuzione di autostima), inutilità, sfiducia, delusione costante, pessimismo sul futuro, vittimismo, negativismo sul presente, perdita di senso di vivere, senso di vuoto, tendenza al pianto, fino a senso di fallimento, sconforto o disperazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa, recriminazione, risentimento e rimuginazione (fino a casi limite di angoscia e deliri con distacco dalla realtà).
      • Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, l’elaborazione di un piano specifico per commetterlo oppure un tentativo di metterlo in atto.

 

Fissa un appuntamento

Sono piu che entusiasta di aiutarti nella consulenza più adeguata alle tue esigenze, in base ai tuoi problemi. Perchè non vederci e discutere insieme dei tuoi problemi e trovare una soluzione?

Bisogno di aiuto…contattami