03 Dic 2018

BY: Maria Cristina Greco

Psicologia Scolastica

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Disturbi Specifici dell’Apprendimento, detti anche Dsa, sono essenzialmente quattro: dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia.

La prima è la difficoltà di lettura. In pratica, il bambino dislessico non riesce a distinguere e a mettere nell’ordine esatto le sillabe o le lettere che compongono una parola.

La seconda è, invece, una difficoltà di calcolo, di conteggio e di scrivere e leggere i numeri.

La disgrafia è un disturbo di tipo percettivo-motorio che investe la scrittura dal punto di vista della forma e non del contenuto, per cui il bambino scrive male e lentamente e la sua calligrafia risulta quasi illeggibile.

Infine, nella disortografia c’è una difficoltà nell’apprendimento della scrittura.Questi disturbi si osservano, nei bambini tra i 7 e gli 8 anni, posso presentarsi, in ciascun alunno, tutte insieme, o può essere presente una sola, o più di una.

E’ strano come da un lato il mondo della tecnologia fa passi avanti, tara le app a misura di bimbo, con tempi veloci, e apprendimento immediato e dall’altro abbiamo bimbi che non sono in grado di leggere o fare dei calcoli…

C’è qualcosa che non va con i tempi… si corre forse un po’ troppo dimenticando di rispettare i tempi dei più piccoli?

Viviamo in un mondo in cui, dalla moda, alle abitudini di vita, tendiamo ad accorciare, se non ad annullare, la distanza tra mondi dell’infanzia e mondo adulto. I bambini si vestono nello stesso modo dei genitori…ma non sono dei piccoli grandi. I bimbi devono fare i bimbi!!!

Anche nell’apprendimento i bimbi possono presentare tempistiche diverse di ricezione della didattica.

Risulta essenziale quindi non patologizzare le normali fasi evolutive di apprendimento del bambino;

I genitori, come gli insegnati, sono invasi dai termini, BES, DSA, PDP -Piano Didattico Personalizzato-;

quando davvero ci ritroviamo in questi casi e quando invece sono solo tempi più lunghi di apprendimento che i bimbi richiedono?

Più che aggiornarsi e conoscere i disturbi di apprendimento si dovrebbero conoscere le fasi dell’apprendimento intellettivo dell’età evolutiva.

I compiti a casa, per quei bambini, che hanno difficoltà nelle ore scolastiche, non devono diventare dei momenti di stress e confusione, in cui il genitore si trasforma in maestro. Va ricordato che i genitori dovrebbero supportare i figli nello svolgimento dei compiti, qualora lo richiedano, MAI sostituirsi a loro e adoperarsi nello svolgimento.

Stabiliamo quindi che i compiti a casa vanno fatti autonomamente, possibilmente nella propria stanza, ma anche un luogo comune e condiviso non è da escludere, e il genitore dovrebbe solo controllare che l’operato sia portato a termine.

Qualora il bambino presentasse delle difficoltà nella comprensione del testo o nello svolgere dei calcoli, MAI confrontarlo con fratelli, cugini o coetanei, suoi pari, che, portano a termine i risultati che lui non riesce a raggiungere.

Non va dimenticato che nasciamo con tratti caratteriali e livelli intellettivi DIFFERENTI, a prescindere dagli stimoli che ci vengono forniti, quindi ogni individuo è unico e ogni bimbo ha i suoi tempi.

Se è più lento non è malato può essere che ha solo voglia di giocare ancora un po’, visto che per essere grandi c’è sempre tempo!

Maria Cristina Greco

Psicologa del lavoro

Non è semplice cambiare il setting della comunicazione, ancor di più quando parliamo di psicologia. La Psicologia del Lavoro in
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